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  • Social Housing

  • PARALLELO (MILANO, 2012)

    progettista

    location

    MILANO / ITALIA

    tipologia

    approfondimenti materiali

    APPROFONDIMENTO

    Elasticità nella fruizione degli ambienti di lavoro, nella loro partizione e collocamento, flessibilità nella definizione di un nuovo spazio pubblico ed infine adattabilità ad un modello tipologico consolidato da secoli nel capoluogo lombardo: il "Parallelo" o, anche, "Progetto Santander" si pone come risposta concreta ed assolutamente dinamica ad una serie di questioni di natura sociale ed urbana. Ma diviene anche sintesi della spinta tecnologica e di uno slancio condiviso verso le questioni della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica. Primo edificio in classe A a Milano, primo grattacielo a sviluppo orizzontale in Italia, primo complesso terziario che libera il lotto su cui insiste per cederlo ad un quartiere - quello di Famagosta del tutto necessitante di una riqualificazione: l’edificio di Mario Cucinella è una piastra fluttuante 13 metri al di sopra di una rete di percorsi pedonali che sfociano nella massa verde delle alberature, contenuta entro le due braccia edificate e disposte a compasso. La sistemazione plani volumetrica forma una corte interna triangolare - definita su due lati -, che diviene reminiscenza di quel tipo edilizio esteso su tutto il territorio cittadino. All’interno della corte una serie di ballatoi agevola la distribuzione orizzontale e verticale e consolida, ancora una volta, l’immagine tradizionale di schema architettonico mutuato dal modello già citato. L’opacità materica dei parapetti è infine ulteriore conferma dell’esempio seguito, e le balaustre, continue e rivestite da lastre di cemento di colore bordeaux, sanciscono l’alternanza di strisce longitudinali ora piene, ora, invece, risolte con pannelli vetrati. Sono le medesime lastre di vetro, superperformanti e dotate di un differente grado di trasparenza a seconda dell’orientamento, a costituire la pelle, singola, dell’edificio di via Santander. Associate - nella porzione di sud e sud-ovest - ad un sistema di veneziane realizzate mediante una griglia in tessuto metallico di acciaio inox a passo variabile, garantiscono la qualità dell’illuminazione naturale all’interno degli ambienti lavorativi e manifestano l’apparato strutturale che irrigidisce l’intero parallelepipedo, una enorme scatola reticolare contenente 14.000 metri quadri suddivisi su tre livelli, poggiante su sette "piedi"- che ospitano le risalite - e coronata da un parco di pannelli fotovoltaici di 2500 metri quadrati. L’impiego di un quantitativo consistente di fonti rinnovabili fotovoltaico e solate termico ma anche pompe di calore e sistemi geotermici- , la scelta della luce naturale, la configurazione plani volumetrica e il conseguente orientamento stabilito restituiscono di fatto un progetto che rispetta i massimi standard qualitativi internazionali (edificio grado A) e i più elevati standard energetici stabiliti dalla Regione Lombardia (classe A del CENED). E che permette un notevole risparmio in termini energetici, oltre a ridurre le emissioni in atmosfera ad un valore prossimo allo zero. Di Beatrice Vegetti