NUOVO TEATRO DELL'OPERA DI FIRENZE (FIRENZE, 2011)
progettista
location
tipologia
approfondimenti materiali
APPROFONDIMENTO
Considerata la più maestosa opera civica dopo secoli, il nuovo Teatro dell’Opera di Firenze ha le potenzialità per innestare il rilancio internazionale che la città aspetta da tempo. La nuova sede del Maggio Musicale è infatti un ambizioso progetto culturale, definito come "Parco della Musica e della Cultura", che vanta un’offerta funzionale unica e cioè: una Sala per l’Opera, un Auditorium ed una Cavea a cielo aperto, fruibili in contemporaneo. Un Parco di oltre 5000 posti, che il Sindaco Matteo Renzi definisce "una nuova realtà culturale che riuscirà a cambiare il volto della città". Realizzato per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, l’intervento riveste un ruolo strategico sia come nuova centralità urbana, sia come nodo nevralgico del palinsesto culturale metropolitano. A scala urbanistica, costituisce infatti un articolato sistema di volumi che, per sottrazione, definiscono percorsi, terrazze e piazze, poste a cerniera tra la fine della città murata’ e l’inizio della città verde’ del Parco delle Cascine. A scala infrastrutturale, è tassello del futuro network di servizi che riguardano l’attiguo centro multimediale della Leopolda ed il Polo Fieristico della Fortezza da Basso.Il rapporto tra architettura e tecnologia è un tema caro a Paolo Desideri che parla di "creatività italiana" come "problem solving", cioè della capacità di risolvere i problemi attraverso la "forma" e non con esuberanti ginnastiche di "engineering". Un approccio, che secondo Desideri, è connaturato nella matrice stessa dell’architettura italiana classica, dall’antichità romana al Rinascimento fiorentino. L’integrazione delle competenze fin dalle prime fasi consente di condividere la soluzione attraverso una ricerca formale che è già, in gran parte, risposta alle criticità dell’acustica, della visibilità e dell’impiantistica. Se l’analisi morfologica è anche interpretazione della migliore costruibilità dell’opera, la tecnologia dei materiali costituisce la successiva verifica compositiva. Le giustapposizioni dei diversi corpi di fabbrica sono esaltate da contrasti materici e di texture, sperimentati con specifiche collaborazioni con le aziende di produzione. Per il manto in kerlite, ovvero marmo artificiale, la tecnologia utilizzata è quella del rivestimento a cappotto con struttura in calcestruzzo armato, isolamento, intonaco fibrorinforzato e lastre in kerlite (dimensione 1,50 x 0,50; spess. 3,5 mm). Per ottimizzare la resistenza ed evitare distaccamenti dovuti all’insorgere di movimenti differenziali del materiale, la kerlite è stata fissata meccanicamente con tasselli in acciaio, adeguatamente protetti per evitare ponti termici interni. Questi tasselli sulle pareti non sono però percepiti come elementi tecnologici ma come voluto gioco di design che esalta la texture ed i riflessi di luce e cromia delle lastre.Il materiale avvolge gli edifici, conferendo un valore scultoreo alla composizione dei volumi che rivisitano il bicromatismo toscano con il contrasto materico tra il bianco cangiante della kerlite ed il grigio-verde del rivestimento in cotto. Listelli disposti a formare un inedito traforo di pieni e vuoti caratterizzano la torre scenica che, la sera si trasforma in una lanterna di luce, degna di un grande polo attrattore. La stessa sperimentazione materica è applicata agli interni dove materiali low-tech, come reti metalliche ed intonaci, vengono trattati con finiture speciali. La sala è modellata con pannelli in legno di pero, a cui sono agganciate reti metalliche tipo corten, che ricalano come morbidi tessuti ma che, in effetti, sono solitamente utilizzate per migliorare l’aderenza nei grandi nastri trasportatori. Anche la grande sfera d’oro nel foyer è esito di un particolare trattamento messo a punto in cantiere e che prevede tre strati di vernice in oro (zecchino, antico e platino) che si sovrappongono in semitrasparenza per creare un sorprendente effetto materico in spessore.Trasferimenti tecnologici, sperimentazione ed artigianalità d’autore si integrano per portare in scena’ materiali e tecnologie, potenziandone la resa. A questo proposito i progettisti sono orgogliosi di affermare che i costi del nuovo Teatro dell’Opera sono stati circa la metà di quanto si impiega per complessi analoghi in Europa.IL TEATRO LIRICOLa Sala Grande, da 1800 posti, è contenuta all’interno di un volume stereometrico inserito nel grande piano inclinato ascendente, largo 38 m., lungo circa 43 m. ed alto circa 19 metri. La forma ellittica, una rivisitazione innovativa del tradizionale "ferro di cavallo", è contenuta tra le due fasce perimetrali di percorsi, scale e rampe, che articolano il sistema distributivo e determinano lo stacco dalle pareti dell’involucro per la migliore resa acustica. Una complessità morfologica che trova nella volumetria della sala l’espressione più evidente di armonia tra creatività formale e risposta prestazionale. La distribuzione della Sala prevede un’ampia platea direttamente accessibile dal foyer e un solo ordine di galleria accessibile dal sistema di distribuzione laterale alla sala. Nei due settori laterali, ottenuti dalla prosecuzione del piano della galleria verso il palco, sono collocati i palchetti.Il palco, conforme per forma e dimensione agli standard internazionali, è studiato per ospitare al centro dello spazio scenico la rappresentazione e nelle due tasche laterali fino a due allestimenti pronti per essere movimentati durante gli intervalli. Dotazione unica del nuovo Teatro è la flessibilità dimensionale del palco in grado di ospitare rappresentazioni teatrali con profondità di scena doppia rispetto alle dimensioni consentite dai tradizionali teatri italiani ed europei.Sopra questa sala e con la stessa inclinazione, la cavea all’aperto è uno spazio pubblico con inedito belvedere su Firenze. L’AUDITORIUMLa Sala piccola, da 1000 posti, è finita da un punto di vista volumetrico ma non è ancora allestita internamente perché, come la torre scenica, non è ancora coperta dai finanziamenti. E’ dedicata alla musica concertistica, ma ha la versatilità di utilizzi polifunzionali. La platea unica ed i settori laterali al palco permettono, grazie a veloci apparati scenotecnici, di sezionare la sala in due settori di circa 500 posti cadauno. Il palco può ospitare fino a 115 musicisti e 100 coristi, ma può anche essere facilmente adattato per rappresentazioni teatrali. Il palco può assumere una configurazione di tipo tradizionale rispetto alla posizione della platea o una posizione centrale, del tipo Teatro Globale, per le rappresentazioni sperimentali. I rivestimenti interni sono previsti, secondo la migliore tradizione concertistica, in legno capaci di ottimizzare l’acustica in funzione delle differenti configurazioni e utilizzi della sala.La caveaLa copertura della Sala Grande è costituita da una Cavea a cielo aperto capace di contenere 2600 spettatori, con cui si conclude l’articolato sistema di piazze e terrazze che costituisce la vera identità del progetto. La sua fruibilità, non è vincolata alla presenza degli spettacoli, ma è estesa all’intero arco della giornata, per tutto l’anno. Le gradinate conducono ad una terrazza-belvedere che offre uno spazio pubblico reso ancor più attraente dalla vicinanza del complesso bar-caffeteria-ristorante.La posizione della Cavea, ai piedi del grande volume della torre delle scene, assicura la funzionalità aggiuntiva della grande parete soprastante che costituisce un’estesa superficie per proiezioni a supporto di qualsiasi grande evento multimediale.SCENOGRAFIAL’obbiettivo prioritario del progetto scenotecnico, secondo Enrico Moretti, Amministratore unico della Biobyte, è stato quello di potenziare al massimo lo "sfruttamento delle dotazioni", cioè di creare le condizioni per l’utilizzo continuo della macchina teatrale. Il progetto ha quindi previsto che sulla scena d’opera della Sala Grande vi siano quattro apparati scenografici, di cui tre mobili: una flessibilità e trasformabilità funzionale fondamentale per rapidi cambi di scena e per realizzare spettacoli diversi in soluzione di continuità. Da un punto di vista operativo, questo significa aver ideato un palcoscenico dotato di tre palchi ausiliari delle stesse dimensioni e collocati a destra, a sinistra e sul retro del palco centrale. La movimentazione delle scene avviene orizzontalmente attraverso l’uso di piattaforme mobili montate si carrelli consente di spostare le scenografie, da un palco all’altro, in tempi estremamente rapidi. Modularità e serialità sono l’altro fattore determinante per consentire invece lo scambio delle scene con i principali teatri d’Europa, che rappresentano un circuito in grado di ammortizzare i costi, arricchendo così di possibilità il palinsesto operistico. La collaborazione con il progetto illuminotecnico ed acustico è fondamentale. Le luci sono quindi tutte modulabili, cioè in grado di riprodurre l’esatto piano luminoso anche di progetto nati per altri teatri.Anche l’Auditorium è dotato di soluzioni scenotecniche versatili che consentono di suddividere la sala per ottenere diverse tipologie d’uso, come ad esempio: conferenze, videoproiezioni e manifestazioni multimediali, anche in contemporaneo.









