EDIFICIO DIREZIONALE IGUZZINI (RECANATI, 1997)
APPROFONDIMENTO
Mario Cucinella è un giovane architetto, non ancora quarantenne; egli appartiene ad una nuova generazione di progettisti che fonda la sua attività su una visione del progetto svincolata da ogni “equivoco” formale e saldamente ancorata, per contro, alla realtà del nostro tempo, ai problemi dell’edificio, della sua costruzione e soprattutto del suo funzionamento interno.
Dopo aver lavorato per anni nello studio genovese di Piano, partecipando in qualità di responsabile di progetto ad alcuni dei più importanti lavori dello studio, Mario Cucinella si trasferisce a Parigi, seguendo dapprima l’ufficio parigino di Piano, per due anni, e successivamente aprendo un proprio studio - MCA, Mario Cucinella Architets.
Proprio la vicenda di questo giovane studio, raccontata nella conversazione che segue, ci pare esemplare per lo sforzo di produrre prima di tutto idee d’architettura, seminate innanzitutto in numerosi concorsi e poi nella realizzazione di edifici di particolare qualità formale e “funzionale” e per l’idea ri-fondativa di svolgere programmaticamente ricerca nell’architettura. E il nodo della questione è univoco: definire la “forma” dell’edificio.
Sono i valori formali, strettamente correlati agli aspetti specifici del funzionamento, ciò che più sta a cuore a Cucinella; solo da una viva considerazione per le variabili climatiche in gioco e per gli aspetti impiantistici degli edifici contemporanei si giunge a cogliere l’esatta forma dell’edificio, non in quanto vincolo, ma come “straordinaria risorsa”.
E, si badi bene, l’attenzione al tema impiantistico non conduce, come accade in molti casi, alla “massificazione” dell’impianto, ma porta, all’opposto, ad un processo di sottrazione, di semplificazione, che ha origine nella forma stessa dell’edificio. Il metodo programmaticamente individuato da Cucinella è quello di coniugare progetto, ricerca e sperimentazione in un continuo processo di scambio, di osmosi, di comunicazione delle conoscenze, nella convinzione che l’attività progettuale non può che fondarsi oggi su una pluralità di competenze specialistiche e che al progettista spetti il compito della sintesi, di indirizzare tali competenze verso una visione dell’architettura che diventa una sorta di sogno da perseguire.
Scelta coraggiosa ed insolita quella di fondare uno studio di progettazione nel fuoco di tali problematiche complesse, al servizio di un siffatta visione del compito dell'architettura. E poco importa se lo studio è piccolo e non ha mezzi e competenze proprie; è possibile oggi, con coraggio e lungimirante proiezione verso il futuro, con buona dose di imprenditorialità e rinnovata coscienza della professione, raggiungere i centri del sapere specialistico ed i luoghi della sperimentazione là dove essi si trovano ed operano, stabilendo dei nessi, costruendo dei percorsi comuni, mettendo in rete lo studio con altri attori sintonizzati sulla medesima lunghezza d’onda.
Ciò che muove Cucinella è una viva considerazione delle competenze maturate in tanti ambiti specialistici del sapere, una particolare curiosità che lo spinge verso altri campi disciplinari, per cercare di recuperare al progetto d’architettura tutto quanto è necessario per fondarlo razionalmente e scientificamente (è forse alle porte una nuova generazione di architetti razionalisti?), tutto quanto è utile per aggiornare continuamente il sistema delle conoscenze sul funzionamento degli edifici. Sullo sfondo del lavoro di Cucinella vi sono i grandi temi che agitano oggi il mondo contemporaneo, i temi delle risorse e dell’uso della tecnologia, del consumo e della qualità della vita, non solo nell’universo delle società a capitalismo maturo, ma anche nell’altra “metà” del mondo, affrontati con buona dose di realismo, ma anche con il senso dell’urgenza del procedere.
Si tratta in definitiva di una visione dell’architettura che ha introiettato le esperienze formali di questo secolo e va oltre, che mantiene ancora il contatto con la realtà, che ha l’energia e la forza per guardare al futuro.
Sintomatico è il modo di affrontare le tematiche ambientali, il nodo dell’edificio, concepito come cosa viva e “funzionante”, in stretto dialogo con l’ambiente che lo circonda. Edifici non richiusi su se stessi, ma piuttosto “permeabili” all’esterno, impregnati di solidi valori contestuali e principalmente atti a servire lo scopo: funzionare al meglio per consentire condizioni ottimali di comfort ambientali per chi li abita.
Di qui la viva considerazione dello studio per le tematiche di utilizzo dell’energia negli edifici e per la definizione del comfort interno
Diamo qui testimonianza di un metodo, presentando due edifici per uffici che possiedono caratteristiche peculiari e ben testimoniano del lavoro attuale di Cucinella.
Dietro tali opere particolarmente riuscite, entrambe realizzate da Cucinella per iGuzzini nel polo produttivo di Recanati, traspira una vivace polemica verso i vizi cronici degli edifici destinati alle attività produttive ed al terziario.
Il primo edificio che presentiamo ospita l’Ufficio Progetti. E’ un edificio particolare perché ha praticamente un solo prospetto che si trova sull’asse principale degli accessi. Gli uffici si trovano al primo piano, in affaccio su un grande giardino. Al piano terra l’edificio funziona da connessione tra due capannoni esistenti, creando così una zona di attività industriale.
L’edificio possiede una propria trasparenza e leggerezza, dovute anche alla volontà di mostrare il cuore dell’azienda, ovvero l’ufficio dove vengono elaborati i progetti ed effettuate le prove, prima di andare in produzione.
Il secondo è un edifico più grande di 2700 mq, destinato ad ospitare gli uffici e la direzione generale. Anche qui il tema della trasparenza è stato affrontato sovrapponendo alla struttura in cemento armato un “foglio di vetro” di facciata. L’edificio è stato particolarmente studiato per quanto riguarda la luce naturale e soprattutto la ventilazione. Un grande patio centrale, un vuoto dunque, è diventato il locale tecnico. Nel patio vengono convogliati i flussi d’aria, i quali vengono espulsi attraverso lucernari che hanno anche il compito di portare la luce naturale all’interno dell’edificio. Una grande copertura studiata in laboratorio ha permesso di non penalizzare termicamente l’edificio in conseguenza della sua elevata trasparenza. La copertura ombreggia l’edificio d’estate e lo protegge gentilmente d'inverno, quando il sole è più basso.
Ufficio Progetti
L’edificio si trova tra due capannoni pre-esistenti ed è su due livelli: al piano terreno la zona carico-scarico ed al primo piano gli uffici. Una hall a tutta altezza collega tra loro i due livelli, attraverso una scala metallica leggera indipendente ed un ascensore trasparente avvolto in un involucro vetrato. La hall è illuminata da un grande lucernaio posto in copertura, protetto da un piano di lamelle frangisole automatizzate che seguono l’andamento del sole. Per incrementare l’apporto di luce naturale all’interno dell’edificio, che possiede una profondità di 37 metri, è stato creato un giardino interno di 100 mq di superficie, sul quale si affacciano, con ampie vetrate, le zone di lavoro.
La facciata principale è concepita come un grande schermo vetrato sovrapposto alla struttura in c.a. prefabbricato. I due livelli della facciata sono sottolineati da una trave IPE 500 in acciaio. I serramenti sono costituiti da profili Schuco (sistema Fw 50) in alluminio con l’inserimento di una lama in alluminio nel traverso, sporgente di 15 mm. rispetto al piano del vetro, al fine di sottolineare la suddivisione orizzontale dei moduli.
Al fine di contrastare i raggi solari, molto bassi nelle ore pomeridiane per l’esposizione ad ovest, è stato sovrapposto al piano della facciata un sistema di lamelle frangisole in alluminio orientabili. Esse si sviluppano sul piano orizzontale sopra il lucernaio della scala e lungo tutta la facciata per una sporgenza di 2,4 metri, mentre sul piano verticale scendono di 1,80 metri per proteggere la facciata del primo piano.
La scala interna ha una struttura portante in acciaio, retta da due pilastri circolari, verso la facciata ovest, ed ancorata alla struttura in cemento armato dell’edificio sul lato est.
Essa è costituita da cosciali in profili a C (h. 20 cm.) e vaschette in acciaio per il contenimento del gradino che presenta il piano di calpestio rivestito in linoleum nero ed una battuta in acciaio. A contrastare la leggerezza della struttura metallica della scala è stata realizzata la prima rampa in cemento armato con gradini rivestiti in granito grigio.
Sede Centrale
La nuova Sede di iGuzzini Illuminazione, in corso di ultimazione, approfondisce ulteriormente il tema del legame tra forma dell’edificio e suo funzionamento interno; affronta inoltre con decisione gli argomenti dell’illuminazione e della ventilazione naturali dell’edificio.
Le facciate est ovest risultano completamente cieche; quelle nord e sud sono invece realizzate con vetri trasparenti di tipo selettivo.
La scelta della trasparenza si deve alla necessità di dare all’edificio maggiore leggerezza e permeabilità visiva e di consentire contemporaneamente un uso intensivo della luce naturale.
I fenomeni di possibile abbagliamento e surriscaldamento dell’edificio, derivanti della sua elevata trasparenza, sono stati studiati sperimentalmente presso il Laboratorio del Politecnico di Losanna.
L’ombreggiamento delle facciate e la protezione solare degli spazi del lavoro si devono qui principalmente al particolare funzionamento del grande “gesto” della copertura.
Dal punto di vista impiantistico si è operata una decisa scelta per un sistema di ventilazione naturale degli ambienti; essa ha il suo “cuore” funzionale nel patio interno all’edificio. I flussi d’aria che attraversano gli uffici sono gestiti da un sistema di controllo computerizzato che consente di controllare la temperatura interna ed esterna, l’umidità e la velocità dell’aria dando di volta in volta l’input al sistema e permettendo all’edificio di reagire alle diverse condizioni climatiche.
Funzionamento invernale.
Di giorno la radiazione solare penetra attraverso le vetrate poste a sud, riscaldando la struttura. In caso di eccesso di accumulo termico, si aprono i moduli superiori delle finestre in affaccio sul giardino interno; si determina in tal modo un flusso d’aria che fuoriesce dalle torri di ventilazione poste in copertura.
Di notte la massa dell’edificio restituisce lentamente il calore all’esterno.
Funzionamento estivo.
Di giorno la radiazione solare viene intercettata dalla schermatura esterna e, all’interno, dalle tende. La ventilazione naturale si esercita attraverso l’apertura di parte delle finestre a sud, delle finestre che si affacciano sul patio e degli estrattori posti in copertura. Ventilconvettori intervengono per garantire un adeguato raffrescamento degli ambienti quando la temperatura interna supera una determinata soglia.
Di notte l’aria esterna più fresca viene richiamata all’interno degli ambienti, mentre l’aria interna più calda viene espulsa attraverso gli estrattori posti sopra il patio.














