E-BO URBAN CENTRE (BOLOGNA, 2003)
APPROFONDIMENTO
Il padiglione informativo sui progetti per la citta', eBo esposizione Bologna, e' nato sull'esempio di quanto gia' fatto da alcune delle citta' piu' all'avanguardia d'Europa e del mondo, come Berlino, Parigi, Barcellona, Bilbao e New York.
Si avvale dell'esperienza gia' maturata a Milano e anticipa le inaugurazioni degli Urban Center di Torino, Pesaro e Firenze.
La struttura architettonica e' composta da due parti: una esterna con le due gocce in vetro disegnate dall'architetto Mario Cucinella che fungono da reception e da ingresso, e una ipogea, dove si sviluppa il percorso espositivo.
Costruito a basso impatto
Si e' pensato di ridurre l'impatto del nuovo costruito, recuperando un'area gia' esistente ed in disuso da tempo costituita dall'ampio sottopassaggio pedonale all'incrocio tra via Rizzoli e via Indipendenza.
Lo spazio espositivo complessivo e' stato percio' concepito come sovrapposizione di due parti: una emersa, al livello della strada, di dimensioni contenute ed una seconda parte sommersa, di maggiori dimensioni, rappresentata dai locali posti tre metri sotto il manto stradale, dove collocare i materiali da esporre e le informazioni caratteristiche sulle maggiori infrastrutture ed opere di trasformazione della citta'.
Le gocce
Le gocce di vetro rappresentano la parte nuova, gli elementi d'ingresso al percorso espositivo.
Concepite come due oggetti preziosi, di arredo, le gocce (di forma ellittica) completano lo spazio di piazza Re Enzo quasi trasformandolo in un salotto urbano.
Una goccia e' destinata ad ospitare un video di presentazione che sintetizza in pochi minuti i tracciati delle nuove infrastrutture, i nuovi interventi a scala urbana e le architetture.
La seconda goccia ospita la reception e ingloba la scala esistente di accesso agli spazi sottostanti.
Un piccolo collegamento in vetro mette in comunicazione le due gocce, che occupano una superficie totale di 200 mq.
In antitesi alla massa espressa dagli edifici circostanti, in gran parte costruiti in mattoni, i due oggetti sono invece caratterizzati dalla trasparenza e dalla leggerezza.
Le gocce sono posate su un piano leggermente rialzato rispetto al livello della pavimentazione, e sono interamente rivestite da una doppia pelle.
La pelle esterna e' di vetro laminato curvato secondo la geometria dell'edificio; la seconda, interna, e' invece costituita da una serie di tubi verticali di metacrilato (12 cm di diametro) trasparenti.
Ogni tubo e' illuminato dal basso da un sistema di led bianchi e azzurri che si mescolano creando un effetto di luce dinamico.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo si sviluppa a partire dalle due gocce e poi, a seguire, nella parte interrata.
Gli spazi al di sotto del manto stradale e della pavimentazione di Piazza Re Enzo vengono trasformati secondo un nuovo principio funzionale orientato a un servizio di informazione e comunicazione.
La parte sotterranea disegna una sorta di spazio ipogeo, come scolpito sottraendo materia al terreno e al tempo storico della piazza.
Il percorso si sviluppa intorno ad un colonnato centrale dove viene realizzato un grande lucernario.
Intorno a questo cuore le pareti sviluppano un percorso che lega tutti i temi espositivi, un film composto da una serie di fotogrammi, alti quanto le pareti dello spazio sotterraneo, che illustra gli argomenti dell'esposizione.
Lo sviluppo tecnologico
Il presupposto fondamentale alla base della concezione statica delle gocce e' ispirato ad un criterio di leggerezza e di trasparenza che mette in risalto i materiali e le loro funzioni.
Ciascuna goccia consiste in un cilindro retto a base ellittica alto circa 4,50 m dal piano della piazza; le dimensioni dei due assi dell'ellisse sono di 16 e 9 metri.
Uno scheletro metallico minimale, semplicemente appoggiato sulla pavimentazione della piazza, crea i due piani paralleli, di calpestio e copertura, posti ad una distanza di oltre quattro metri l'uno dall'altro.
La pianta della struttura, sia a pavimento che in copertura, ha uno schema a guisa di foglia, le cui diramazioni principali sono gli assi dell'ellisse; ogni singolo ramo costituisce il punto di connessione fra la struttura metallica e i vetri.
La foglia strutturale garantisce una perfetta stabilita' al manufatto; i suoi ingombri minimi lasciano spazio al materiale che caratterizza per eccellenza quest'opera: il vetro.
Il vetro e' onnipresente nel progetto: costituisce la pavimentazione su cui si cammina, l'anello perimetrale della copertura e, soprattutto, le grandi pareti curve che avvolgono e delimitano il perimetro di ciascuna goccia.
Le lastre impiegate sono di sicurezza, di tipo antisfondamento, e sono costituite da vetro extrachiaro temperato e stratificato per garantire sia la massima efficienza strutturale che l'attesa trasparenza architettonica.
Il pavimento e' realizzato con doghe di vetro semplicemente appoggiate alla sotto struttura metallica ed accostate per dare continuita' alla superficie.
Un particolare trattamento serigrafico di satinatura consente sia di eliminare la trasparenza del vetro, sia di introdurre una sufficiente rugosita' superficiale che impedisce di scivolare.
Le grandi pareti verticali sono realizzate in vetro curvo, di tipo cilindrico.
Per riprodurre la curva ellittica di base delle gocce sono stati realizzati tre gruppi diversi di vetri, ciascuno dei quali ha un proprio raggio di curvatura.
Ogni singolo vetro perimetrale e' costituito da due lastre curve di 10mm di spessore ciascuna, accoppiate con il PVB.
In totale, quindi, per la realizzazione del progetto sono stati impiegati sei tipi diversi di vetri curvi, il che significa che sono stati costruiti altrettanti stampi entro i quali plasmare le singole lastre di vetro.
L'accostamento dei vetri in cantiere e' avvenuto lasciando tra le lastre una fuga di appena quattro millimetri, riempita successivamente con un sottilissimo filo di silicone strutturale, che consente la sigillatura ed impedisce all'acqua ed alla polvere di entrare.
Va sottolineato che l'accostamento di materiali come l'acciaio ed il vetro, cosi' differenti per proprieta' fisiche e per lavorazione, presuppone un attento e meticoloso studio progettuale, che evidenzia e quantifica le tolleranze e l'affidabilita' dei singoli componenti, sia in termini strutturali sia in termini funzionali.








